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Alla scoperta dei vini dell’Argentina (1)

bus MendozaA cura di Francesco Antonelli, autore di Divino Andino.

State per partire per l’ Argentina e volete abbinare al vostro viaggio alcune visite nelle migliori regioni vinicole della nazione? Vi riporto alcuni suggerimenti tratti dal mio romanzo “Divino Andino – viaggi e assaggi all’ombra della Cordigliera” edito da Polaris, a cui vi rimando per ulteriori suggestioni sperando di rendere più “inebriante” la vostra esperienza di viaggio in Sud America.

Con ogni probabilità atterrerete a Buenos Aires, ma non è qui che troverete i vigneti più interessanti del paese che sono molto più a Ovest, vicino alla Cordigliera delle Ande. Chi proviene dal Nord dell’Argentina è facilitato perché proprio da lì comincia una lunghissima strada, la Ruta Numero 40 che corre parallela alle Ande e si srotola per migliaia di chilometri verso Sud. Con le opportune deviazioni da questa arteria principale potrete “surfare” questa enorme catena montuosa, salendo e scendendo attraverso vallate spesso aride e ventose, sempre soleggiate, attraversando fiumi, città e….vigneti!

Partendo da Nord, il territorio sicuramente più importante è la regione di Salta e in particolare la Valle del Calchaquies, è qui che la Ruta del Vino è riconosciuta come la più alta del mondo, trovandosi ad attraversare località vinicole che passano tra i 1600 metri di altezza e i 2400 di Molinos, dove si trova Bodega Colomè che produce Altura Maxima un Malbec ottenuto da vigneti in agricoltura biodinamica a 3111 metri di altitudine. I vini che si ricavano in queste regioni sono certamente influenzati dall’altitudine nella quale crescono le uve. La maggiore radiazione solare ad esempio, favorisce un maggiore ispessimento della buccia e maturazione fisiologica dell’acino, i vini quindi risultano più ricchi di componenti; ad esempio si registrano alti livelli di resveratrolo, un molecola considerata un potente anti tumorale per l’organismo.

La perla della vallata è sicuramente il villaggio di Cafayate, un paese di modeste dimensioni circondato totalmente di vigneti e Bodegas tra le più importanti della nazione. Il vitigno simbolo di questa regione è il Torrontes, un bianco semi aromatico dalla provenienza incerta che ha portato gli argentini alla considerazione che sia un loro vitigno autoctono. Si ritiene che sia un incrocio tra Moscato d’Alessandria e la criolla chica, una varietà quest’ultima certamente autoctona. Altri studiosi ritengono che sia una evoluzione del Torrontes galiziano, mutato dopo anni di assestamento nel nuovo habitat. L’aroma e la nota più suadente del moscato emerge al naso al primo respiro. Emblematico il primo sorso fatto alla Bodega El Transito (Av. Belgrano 102 – Esquina Silverio Chavarría. Cafayate – Salta), una delle più vicine alla piazza principale e raggiungibile anche a piedi. La cantina è giovane ma vanta già una discreta distribuzione nelle enoteche con le etichette Pietro Marini e Pedro Moises che oltre a essere rispettivamente nonno e bisnonno dell’attuale proprietario Andrès Benjamin Nanni rappresentano anche un chiaro tributo alle radici italo spagnole di moltissimi argentini. Il Torrontes 2013 Pietro Marini è un riassunto di tutto ciò che significa la parola Torrontes: giallo dorato quasi brillante, al naso si preannuncia come un vino dolce, la classica aromaticità invitante del moscato, non particolarmente sofisticato con aromi citrici di arancia, limone e frutti tropicali in sottofondo. In bocca rivela la caratteristica che è la particolarità di questo vino, cioè che nonostante sembri in tutto e per tutto un vino dolce, in realtà è secco e piacevolmente acido.

Il percorso lungo la Ruta 40 continua scendendo e attraversando la città di Tucuman e la vallata di Catamarca, mentre raggiungendo La Rioja (omonima dell’importante regione vinicola spagnola) e fermandosi un paio di giorni in questa cittadina, si può fare base per arrivare a Chilecito una piccola nicchia vinicola della zona che si distingue per la produzione tra gli altri vini, della Bonarda. Stando alla mia esperienza mi sentirei di segnalare alcuni dettagli doverosi: il primo è che in periodo invernale, cioè quando fa più caldo, le temperature massime possono raggiungere in questa zona oltre quaranta gradi, quindi la visita ai vigneti potrebbe essere l’ultimo dei vostri pensieri, quando in camera avete l’aria condizionata tutta per voi.

Secondo suggerimento: attenzione alle distanze! Se apparentemente due località sembrano vicine, interpretando questo dato dalla cartina, in realtà per raggiungerle possono servire diverse ore di auto o pullman, per cui, in questi casi conviene sempre calcolare prima le tempistiche di viaggio o si rischia di arrivare in città a notte inoltrata!

(continua 16 agosto)

 

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