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Paola Pedrini, volontaria in India e in Kenya

pedriniUn interessante articolo della giornalista Valentina Pigmei su INTERNAZIONALE dal titolo “Come unire viaggi e solidarietà”.
Qui la parte dedicata a Paola Pedrini autrice Polaris di divesri libri dove racconta la sua esperienza di volontaria. Complimenti Paola dalla Redazione Polaris!
“Viaggiare è una scuola di umiltà scriveva Claudio Magris. Paola Pedrini è una quarantenne originaria di Piacenza, giornalista di viaggi, e dopo tante esperienze in India e altre ancora in Africa, ora opera stabilmente con una onlus di Torino e ha preso anche un titolo di operatrice sociosanitaria. Viaggiare aiutando gli altri per lei “è fonte di ricchezza infinita, uno stile di vita. Mi appartiene e non ci posso fare niente. Si fa anche per se stessi. Quello che ricevo in cambio sono alcuni giorni pugni nello stomaco, altri il sorriso di un bimbo che può tornare a casa. Ricevo cultura, tradizioni, arte, rapporti umani semplici ma profondi. Non è come un viaggio dove ‘passi accanto’”.
Paola ha fatto la sua prima esperienza a Calcutta sette anni fa (che si può leggere inGli angeli di Calcutta, edizioni Polaris): “A Calcutta sono andata a mie spese, non ero con nessuna associazione. Questo è quello che prevede lavorare con le missionarie di Madre Teresa. Si può scegliere, per qualcuno è più rassicurante appoggiarsi e pagare, soprattutto per le prime esperienze. All’inizio mi è capitato di pagare per aiutare, oggi non lo farei, mi sembra un grande controsenso. Anche perché essere davvero di aiuto in certe situazioni è molto impegnativo, soprattutto se si resta per molto tempo. L’associazione con cui lavoro, la Domus, è piccola e molto trasparente. Siamo pochi, molto uniti, ognuno mette a disposizione una parte di sé”.
Pare che un giornalista americano vedendo Madre Teresa lavare un uomo coperto di piaghe avesse esclamato: “Non lo farei per un milione di dollari!”. E che lei sogghignando gli ripose: “Nemmeno io”. Molte associazioni, anche importanti e conosciute, oggi pretendono soldi in cambio della possibilità di “un’esperienza solidale”.”

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