VEL, La Libreria del Viaggiatore

Intervista a Erik Viani responsabile della VEL La Libreria del Viaggiatore di Sondrio, un Polaris Point.
A cura di Anna Maspero
vel-1Entriamo insieme nella Libreria VEL aperta dal martedì al sabato nel centro di Sondrio. Ci accoglie Erik.

Dal tuo osservatorio privilegiato, dove unisci alla vendita di libri quella di viaggi e svariate attività di corsi e incontri che ruotano intorno alla libreria, puoi dirci in poche parole come sono cambiati i viaggiatori, i modi (e le mode) di viaggiare di oggi rispetto a quelli del recente passato?

Tra i viaggiatori di ieri e quelli di oggi mi ci vedo anch’io come paradigma di una realtà dove non c’è più niente da scoprire ma tanto da esplorare ancora. Solo trent’anni fa senza telefonino e internet e con voli non alla portata di tutte le tasche, il viaggio era quasi un privilegio riservato a pochi e quelli che si avventuravano zaino in spalla e una gran fame di conoscenza, affrontavano pericoli più o meno consapevolmente. Oggi prevale la regola della sorpresa che rende meno vissuto un viaggio. Pensiamo alla fame di avventura dove si deve arrivare a una meta, a un traguardo a tutti i costi. Prima il traguardo era già il viaggio stesso, ora la soddisfazione è il suo compimento. Ma a quale prezzo? Un’altra distinzione la posso osservare nelle fasce di età. Da 20 a 30 anni i viaggiatori amano il rischio del “fuori programma” e partono spesso senza punti cardine, dei riferimenti studiati in precedenza. Da 30 a 40 anni sono gli amanti dell’avventura con una gran dose di consapevolezza dettata anche da un breve studio del percorso di massima. Dai 40 ai 60 anni fanno fede alla propria esperienza maturata nel corso dei viaggi precedenti e li vivono più in profondità, cercando un contatto con popoli, culture e tradizioni. Dai 60 in poi sono i nostalgici dell’avventura con un ritorno agli stessi luoghi visitati in passato per cercare la differenza. Studiano meticolosamente la destinazione avvalendosi anche di letture come approfondimento.

vel-5Immagino tu condivida l’affermazione di Tiziano Terzani secondo cui “i migliori compagni di viaggio sono i libri”

Non solo la condivido ma la sposo in pieno. Il libro è un compagno leale, divertente e che non tradisce mai, neanche nei momenti peggiori. È come un buon vino. Deve lasciare un buon sapore iniziale con un’ottima persistenza aromatica sul finale. Non parto senza un libro nello zaino.

Quali sono le qualità essenziali di un buon libro di viaggio?

A mio avviso una buona lettura di viaggio deve avere il giusto equilibrio tra avventura, conoscenza ed emotività. Guai far prevalere una sull’altra.

È importante scegliere non solo una buona guida ma “la guida giusta”, quella cioè più adatta a un certo viaggio e a un certo tipo di viaggiatore. Come orientarsi in un’offerta così vasta, per non viaggiare tutti con la stessa guida lungo gli stessi percorsi?

Una guida non deve essere troppo sintetica per non tralasciare i particolari, ma neanche troppo prolissa per evitare di sfogliarla a più riprese senza trovare il vero spunto o suggerimento. Poi ricordiamoci che ogni destinazione ha la sua guida appropriata. Bisogna comunque conoscerle ma soprattutto consigliarle.

vel-2Perché affiancare altre letture a una guida?

Dico sempre che la cultura del viaggio è tutto ciò che di infinito riempie la mente e ogni pagina di un libro contribuisce nella sua giusta dose. Una buona lettura, unitamente a una guida è il giusto binomio.

Alcuni autori e alcuni titoli, classici o novità, che consiglieresti a nomadi o stanziali, per riflettere sul viaggio e sul mondo.

Dando per conosciuti scrittori cult come Kapuściński, Terzani, Maraini, Chatwin, Hemingway che hanno contribuito con i loro racconti ad avvicinare e a volte unire i confini, le ultime letture che ho particolarmente gradito sono: Vietnan, suggestioni d’Oriente di Silvia Romio; Buongiorno Africa di Raffaele Masto; Karastan. Armenia, terra delle pietre e La terra di Punt, viaggio nell’Etiopia storica di Alessandro Pellegatta. Ma il libro a cui son legato particolarmente per una mia vicinanza al desiderio di libertà è Fuga sul Kenya di Felice Benuzzi.
 

DICEMBRE 2015


Intervista a Ennio Vanzo responsabile de VEL La Libreria del Viaggiatore.
A cura di Anna Maspero
Entriamo insieme nella Libreria del viaggiatore aperta dal 1989 nel centro di Sondrio. Ci accoglie il titolare Ennio Vanzo.

Dal tuo osservatorio privilegiato, dove unisci alla vendita di libri quella di viaggi e svariate attività di corsi e incontri che ruotano intorno alla libreria, puoi dirci in poche parole come sono cambiati i viaggiatori, i modi (e le mode) di viaggiare di oggi rispetto a quelli del recente passato?

Ci sono due categorie distinte di viaggiatori. Le persone che si affidano a viaggi organizzati appoggiandosi a tour operator più o meno costosi e “avventurosi” e gli indipendenti che sono il 95% dei miei clienti. Con i voli low cost gli indipendenti negli ultimi anni sono notevolmente aumentati anche se fra i giovani ho l’impressione che quella voglia di scoprire nuovi mondi di persona si stia un po’ affievolendo. Anche fra gli under 30 i soggiorni in villaggio tutto compreso stanno prendendo sempre più piede a discapito di quella voglia di scoprire e cercare di capire nuove realtà.

Immagino tu condivida l’affermazione di Tiziano Terzani secondo cui “i migliori compagni di viaggio sono i libri”…

Si, il libro dovrebbe essere il compagno ideale del viaggiatore. Spesso però viene sacrificato per far posto nello zaino in certi tipi di viaggio avventura a scatole di spaghetti e spumante come se sul posto non vi fosse cibo a sufficienza.

Quali sono le qualità essenziali di un buon libro di viaggio?

Credo che ognuno abbia le sue preferenze, non c’è il libro ideale. Ognuno ha i suoi argomenti preferiti. Leggere necessariamente Chatwin o Theroux in un viaggio non è obbligatorio.

È importante scegliere non solo una buona guida ma “la guida giusta”, quella cioè più adatta a un certo viaggio e a un certo tipo di viaggiatore. Come orientarsi in un’offerta così vasta, per non viaggiare tutti con la stessa guida lungo gli stessi percorsi?

In Italia non è che vi sia quella scelta vastissima che troviamo in altri paesi europei. Ci si limita a tre o quattro editori (se si vuole un buon prodotto), ognuno con le sue caratteristiche. L’ideale sarebbe consultarne almeno un paio con contenuti differenti.

Perché affiancare altre letture a una guida?

Per conoscere più a fondo il Paese che si visita. Molti arrivano in posti senza sapere che lingua si parla o il tipo di Governo che li regge.

Alcuni autori e alcuni titoli, classici o novità, che consiglieresti a nomadi o stanziali, per riflettere sul viaggio e sul mondo.

Negli ultimi anni molti viaggiatori “occasionali” si sono sentiti in dovere di trasportare su carta le loro impressioni di viaggio. Non tutti purtroppo sono Terzani o Kapuscinski. Un titolo che consiglierei? Il grande grande gioco” di Hopkirk.
 

 
 
 
 
 
 
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