Alberto Bile


Nato a Napoli nel 1987, si laurea in Scienze della Comunicazione Pubblica e Sociale all'Università di Bologna con la tesi “Bogotà 2012. Realtà immaginari urbani”, dopo una carriera universitaria “in viaggio” tra Napoli, Salamanca, Barcellona e Bogotà. Dal 2014 scrive di Mediterraneo e America Latina su Erodoto108 e sui blog personali www.ovunquevada.it e www.unacolombia.com. Nel 2015 crea la campagna di crowdfunding “Arrebol, luci sulla Colombia” per realizzare il viaggio descritto nel libro. Con Dante&Descartes cura la traduzione in spagnolo de “I portatori di libri” di Ettore Mo e pubblica nel 2016 “Libri a dorso d'asino. Storie e strade colombiane”. Nello stesso anno parte per il servizio civile in Argentina. Torna in Italia, come dice il poeta, “más viejo sí...¡pero con más canciones!”.

Una Colombia

Una Colombia
Intervista a Alberto Bile autore del libro “Una Colombia. Canzone del viaggio profondo”
io-giornaleRaccontati in una battuta e qualche riga...
Spingo l'esplorazione a livelli ossessivi: l'idea di perdermi qualcosa non mi fa rilassare. Percorro spesso per prima cosa il perimetro (lungo le mura, le porte del paese, il lungomare) per capire quali sono i limiti, e solo in un secondo momento mi sento libero di spingermi verso l'interno.
Un buon motivo per viaggiare.
Ricambio di sogni, veri e propri o ad occhi aperti.  
guajria-risasIl tuo mondo: quali sono i tuoi luoghi dell’anima?
Il lungomare di Santa Marta in Colombia, Puerto Piramides in Patagonia (500 abitanti, golfo pieno di balene), San Cristobal de las Casas in Messico. Barcellona, Salamanca, Bologna. Sogno spesso Stromboli, torno sempre in Puglia, sul Gargano. Il paese più bello del mondo è la Grecia: Halkidiki e Creta i luoghi dell'anima, per il momento. A Napoli troppi, non so scegliere.
Il tuo modo di viaggiare: mezzi, tempi, compagni…
Soffro se non si può aprire il finestrino, se arrivo dopo pranzo, se i miei compagni di viaggio abbassano la tendina del treno o non si guardano intorno.
medellin-escaleras-electricasGli autori e i libri di viaggio che ami di più.
Kapuscinski amatissimo. Terzani decisivo. Poi Andrea Semplici, Paolo Rumiz, Gabriele del Grande e Matteo Nucci.
Perché hai scelto di scrivere un libro sulla Colombia?
Si può dire che la Colombia ha fatto sì che io scrivessi, in generale. Dopo averci vissuto ho sofferto, come mi capita anche per Napoli, la scarsezza di narrazioni oneste, che non scadessero nel luogo comune o nel falso. La Colombia mi ha fatto reporter.
santa-marta-capriolaL’emozione più grande e il momento più difficile nella scrittura del tuo libro.
L'emozione più grande è stata la notizia dell'interesse di Polaris: è arrivata dopo una notte insonne, nel giorno che mi ricordava un grande dolore e che è diventato un giorno felice. Il momento più difficile era sempre la prima delle cinque ore quotidiane dedicate alla scrittura.
Cosa affascina maggiormente della Colombia?
Quanto sia facile cogliere insieme, quasi intrecciati, letteratura, musica, uomo e paesaggio.
Tre buoni motivi per viaggiare in Colombia.
Risposta precedente, la declino in tre luoghi: Chorro de Quevedo a Bogotà, Centro storico di Santa Marta, Piazza principale di Barichara.
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A chi sconsiglieresti un viaggio in Colombia?
Ai consumatori di resort, lusso, cocaina, cibo senz'anima, sesso con la povertà.
Elementi per un viaggio perfetto in Colombia.
Rispetto e allegria.
Tre libri in valigia per un viaggio in Colombia.
Per García Márquez una valigia a parte. Poi “Ursua” di William Ospina, “Delirio” di Laura Restrepo, e poesie di Raul Gomez Jattin.
guajiraexpressPerché scegliere il tuo libro Polaris per un viaggio in Colombia?
Perché è limitato, opinabile, a volte superficiale, altre pesante, a volte troppo freddo, a volte troppo intimo, forse disordinato. Però è molto sentito e molto onesto.
Un consiglio da viaggiatore a viaggiatore…
Meno pollo, più succhi di frutta: economici, sani, enormi. Da provare quello di lulo e quello di zapote.