Oriana Dal Bosco


Oriana Dal Bosco, esperta viaggiatrice con lunghe esperienze in Africa e in particolare nel Sahara. I lunghi soggiorni e l’esperienza acquisita in Libia, ove organizza da anni viaggi individuali e di gruppo, le hanno consentito di acquisire una profonda conoscenza del paese. Per Polaris ha scritto la guida "Libia: mediterranea e romana" insieme a Maria Teresa Grassi.

Libia

Libia

Algeria del Sud

Algeria del Sud

Intervista all’autrice

Raccontati in una battuta e qualche riga...

Sono una nomade nell'anima: lo devo ai miei genitori che mi hanno sempre fatto viaggiare fin da piccola… A 14 anni ho iniziato a studiare l'arabo: il destino era segnato. Libia e Algeria sono state la mia casa per più di 12 anni! Ora sogno l'Afghanistan.

Un buon motivo per viaggiare.

Il viaggio è una scuola di vita, apre la mente, sviluppa fantasia e curiosità, avvicina le culture e arricchisce interiormente come niente altro.

Il tuo mondo: quali sono i tuoi luoghi dell’anima?

Il Sahara e l'Antartide: due mondi opposti ma per molti elementi decisamente simili. In fondo si tratta sempre di deserto, sia di sabbia o di ghiaccio…i poli mi attraggono!

Il tuo modo di viaggiare: mezzi, tempi, compagni…

Il viaggio l'ho sempre inteso on the road per avere la necessaria libertà senza essere legati ad orari o schemi: ci si può fermare dove e quando si vuole, sia per una fotografia, per un'escursione inattesa o semplicemente perché si apprezza un luogo e si ha voglia di viverlo più a lungo. Il tempo in viaggio non esiste e sembra dilatarsi o Antartidecomprimersi a seconda del momento e delle emozioni. Amo viaggiare con i miei genitori che hanno gusti, entusiasmo e interessi uguali ai miei. Negli ultimi anni ho conosciuto tante persone grazie al mio lavoro e numerosi "clienti" si sono trasformati in amici e compagni di viaggio. In genere non sono giovanissimi, ma sono generalmente più propensi a rinunciare a comforts e comodità per vivere un'esperienza di viaggio, hanno più entusiasmo e non disperano se non fanno una doccia o saltano un pranzo…ovviamente se le visite meritano la rinuncia.

Gli autori e i libri di viaggio che ami di più.

Isabelle Eberhardt è il mio mito e a lei sono particolarmente legata, anche per un destino simile ( a vent'anni in Algeria, amante del deserto, passa la sua vita tra le sabbie infuocate dell'Algeria). Il libro di viaggio che preferisco? È il suo: Sette anni della vita di una donna. Come lei sono partita giovanissima per l'Algeria e nei suoi libri ho trovato spesso intere frasi identiche nei miei diari di viaggio nel deserto. Wilbur Smith invece ha saputo tenermi sveglia fino all'alba con gli occhi fissi sulle pagine dei suoi libri: nessuno c'era riuscito!

Perché hai scelto di scrivere una guida sulla Libia?

Perché amavo la Libia e volevo farla conoscere al mondo. All'epoca non vi erano nuove pubblicazioni sul paese e l'idea della guida nacque anche come libro che potesse essere letto da casa, per chi era nato in Libia e non ci poteva tornare per ragioni politiche. Scrivendo, pensavo che queste persone avrebbero potuto vedere il paese attraverso le mie parole. Ci sono vissuta praticamente dieci anni e la conosco sicuramente meglio dell'Italia!

L’emozione più grande e il momento più difficile nella scrittura della tua guida.

Il momento più difficile fu quando scoprii un cimitero di guerra italiano, sfuggito alla distruzione degli anni '70. Avrei voluto farne partecipe le famiglie dei caduti, il Governo Italiano e i lettori, ma nello stesso momento avevo il timore che il Governo libico ne venisse a conoscenza e potesse raderlo al suolo. Decisi di farne un cenno molto vago… sperando che qualcuno se ne interessasse. Non accadde. L'emozione più grande invece è stata quando incontrai il Sovrintendente alle Antichità di Cirene sugli scavi di Apollonia, mentre accompagnava un gruppo di turisti italiani…con la mia guida in mano! Mi aveva aiutato molto ed era stata una delle prime persone che avevo conosciuto in Libia ed era fiero di me: sventolando il libro iniziò a gridare al gruppo che ero proprio io, Oriana in carne ed ossa!!

Cosa ti affascina maggiormente dell’Africa?

Tutto: il territorio, la gente, gli odori e i colori; le foreste, i deserti. In una parola la sensazione di trovarmi a casa.

Tre buoni motivi per viaggiare in Libia e nel Sahara. E a Cipro?

La Libia era e rimane un paese unico, per i suoi straordinari siti archeologici, per la sua gente e per lo splendido deserto. A Cipro si va per rilassarsi e per scoprire una pagina di storia. Le dieci chiese della zona dei Troodos, sotto la protezione dell'Unesco, sono incredibilmente ben conservate e sicuramente devono essere un must della visita all'isola. Il mare è cristallino e un soggiorno nella penisola di Karpaz non si dimentica facilmente. Un viaggio a Cipro ci fa anche riflettere sulla stupidità umana: un'isola divisa in due da un muro per noi facilmente oltrepassabile ma non allo stesso modo per i cittadini locali. Meditate gente...

A chi sconsiglieresti un viaggio nel Sahara?

Il viaggio nel deserto è uno di quelli che andrebbero fatti una volta nella vita, un viaggio introspettivo dove non valgono gli artifici sociali: sei messo a nudo, ed è per questo che o lo ami o lo odi, senza vie di mezzo. Per chi vuole riflettere, per chi ha bisogno di staccare la spina, per chi vuole ritrovare l'essenzialità della vita umana, per chi vuole arrivare al nocciolo che c'è in ognuno di noi. Il deserto libico è uno dei più affascinanti del pianeta.

Elementi per un viaggio perfetto in Libia

Un ottimo accompagnatore e l'organizzazione di un'agenzia professionale sono alla base di un viaggio riuscito in Libia. E ovviamente la mia guida!

Tre libri in valigia per un viaggio in Libia e a Cipro

In Libia: "Città nel deserto" di Cesare Brandi; "Un medico in Africa" di Alberto Denti di Pirajno; "Il più grande uomo scimmia del Pleistocene" di Roy Lewis. A Cipro: "Gli amari limoni di Cipro" di Durell; "Il sultano e l'isola contesa. Cipro tra eredità veneziana e il potere ottomano" di Costantini Vera; "Anna di Cipro. L'eterna straniera" di Donatella Taverna.

Perché scegliere la tua guida Polaris?

Perché non è solo una guida turistica, ma un libro scritto col cuore di chi ha amato veramente il paese.

Un consiglio da viaggiatore a viaggiatore…

Prepararsi prima per non essere delusi dopo e fidarsi delle guide locali. Troppo spesso trovo in giro per il mondo questo atteggiamento di sfiducia nei confronti della gente del posto: a me piace abbandonarmi nelle mani delle guide locali. Se non sono all'altezza spesso è perché avete sbagliato organizzazione. Un atteggiamento di fiducia permette in genere di trovare un amico/a lontano da casa.