Sonia Costa e Marcella Mallen


Marcella Mallen è nata a Genova, vive a Roma dove ha lavorato per molti anni come manager delle risorse umane in aziende dedicate alla creazione e sviluppo di impresa e del territorio. Oggi è alla guida di un'associazione che valorizza I' impegno civile dei manager e collabora con Università come docente in Master di specializzazione manageriale. È coautrice di “Effetto D. Se la leadership è femminile: storie speciali di donne normali” (Franco Angeli, 2011). Dipinge ad acquerello, ama leggere e, naturalmente, viaggiare.

Sonia Costa è nata a Schio, nel vicentino, vive a Roma ed è da sempre in viaggio. Da molti anni si interessa allo studio, organizzazione e promozione di un turismo responsabile e a basso impatto ambientale con itinerari che privilegiano gli aspetti etnologici e naturalistici nei luoghi più remoti del pianeta. Si dedica alla fotografia documentaristica con particolare attenzione alle donne e ai bambini. Ha esposto i suoi scatti in mostre personali in Italia e in mostre collettive negli Stati Uniti. “La figlia di Saadi” è il suo primo libro.

La figlia di Saadi

La figlia di Saadi

Intervista alle autrici

Intervista a Sonia Costa e Marcella Mallen autrici del libro di racconti di viaggio “La Figlia di Saadi”
sonia-costamarcella-mallen Raccontatevi in una battuta e qualche riga...
Sonia: Sono una nomade. In seconda elementare ho aperto il mio primo Atlante geografico e con curiosità ho iniziato a tracciare linee immaginarie che univano paesi e luoghi lontani. Da allora quelle linee immaginarie sono diventate il filo conduttore della mia vita.
Marcella: Una persona seria che non si prende troppo sul serio, per fortuna. Grazie a questo nella mia vita sono riuscita conciliare lavoro e famiglia, senza sacrificare troppo le passioni e le amicizie, anche le più antiche, quelle che ti aiutano a ricordare chi sei e quali sono i tuoi sogni.
Un buon motivo per viaggiare.
Sonia: Viaggiare per imparare, comprendere, cercare di capire. Viaggiare per riportare a casa una propria risposta, non notizie riportate di seconda mano ma pensieri elaborati in prima persona dopo aver vissuto un luogo, una situazione, un momento.
Marcella: Il viaggio è un acceleratore di conoscenza, lo spazio e il tempo in cui tutti i sensi sono al massimo per aiutarci a comprendere più a fondo la realtà. Viaggiare dona una nuova consapevolezza alla vita.
sonia-costa-preghiere-cambogiaIl vostro mondo: quali sono i vostri luoghi dell’anima?
Sonia: I luoghi dell'anima cambiano come cambiano i periodi della nostra vita. Tuttavia ci sono luoghi che rimangono per sempre nel nostro cuore anche se a volte mutano così tanto da non riuscire a riconoscerli. L'Asia, con tutto il suo carico di umanità, ha accolto a braccia aperte i miei primi passi incerti di viaggiatrice.
Marcella: La nostalgia del mare e la complicità dell’amicizia vengono da Varigotti, il borgo ligure delle mie estati fino ai vent’anni. Un luogo da cui ho tratto tanta energia e benessere e dove è cresciuto il desiderio di spingermi oltre gli usuali confini fisici e mentali. Più recentemente mi ha ridato spinta e vitalità Berlino, per la sua impronta culturale, l’aria di tolleranza che si respira e i suoi spazi verdi dove ci si può perdere.
Il vostro modo di viaggiare: mezzi, tempi, compagni…
Sonia: Per me il viaggio deve essere assaporato in tutta la sua lentezza. Amo la strada, gli umori della terra, amo i fiumi, il loro scorrere. Amo la libertà di cambiare direzione, di perdermi tra la folla, di sbagliare. Non amo gli aeroporti che accorciano le distanze ma che io sento come "non luoghi". Pochi sono i compagni di viaggio con i quali mi piace condividere le partenze, amo viaggiare da sola per immergermi completamente nel paese che mi accoglie.
Marcella: Mi piace preparare il viaggio a partire dalla ricerca delle persone con cui condividere l’esperienza, perché è importante avere compagni di viaggio che abbiano spirito di adattamento e siano aperti alle novità e agli imprevisti. Negli spostamenti interni -fatti in treno, pullman, imbarcazioni di tutti i tipi - può capitare di dover affrontare qualche disagio, ma solo così, attraverso il contatto diretto con la realtà di tutti i giorni, riesci a cogliere lo spirito di un paese e dei suoi abitanti. Correre da una destinazione all’altra, solo per dire di aver visto tutto quello che c’è scritto nel programma, toglie valore al viaggio.
sonia-costa-pensieri-marocco Gli autori e i libri di viaggio che amate di più.
Sonia:Un indovino mi disse di Tiziano Terzani e Latinoamericana di Ernesto Guevara, due classici della letteratura di viaggio, L’Odore dell’India di Pier Paolo Pasolini e Un’idea dell’India di Alberto Moravia. Ma amo soprattutto i libri di viaggio legati a periodi storici importanti. Tra questi Furore di John Steinbeck simbolo della grande depressione americana negli anni trenta, Niente e così sia di Oriana Fallaci reportage sulla guerra in Vietnam, Fantasmi, dispacci dalla Cambogia e Buonanotte, Signor Lenin di Tiziano Terzani del quale ho sempre condiviso il modo di viaggiare e raccontare.
Marcella: Per la mia generazione “On the road” di Jack Kerouac è stato un libro di culto, la metafora della libertà, il sogno del viaggio “coast to coast” negli Stati Uniti. Mi vengono in mente altri due autori per le evocative ambientazioni dei loro romanzi: Garcia Marquez con “Cent’anni di solitudine” mi ha svelato la magia del Sudamerica, Dominique Lapierre con “La città della gioia” mi ha aperto gli occhi e il cuore alle contraddizioni dell’India.
sonia-costa-tramonto-a-kyoto-giapponeDa dove è nato il vostro libro?
Sonia: Avevo disegnato un itinerario via terra lungo 1000 chilometri in Iran e nel mio piccolo gruppo c'era Marcella. Si è incuriosita ai miei viaggi e alle mie fotografie, da lì abbiamo iniziato a parlare di un possibile libro da scrivere insieme. Da molti anni tanti viaggiatori mi chiedevano di raccontare le mie avventure, con Marcella sono riuscita a dare forma al mio progetto.
Marcella: Dall’incontro casuale tra me e Sonia durante un viaggio in Iran, dalle nostre passioni per i viaggi, la fotografia e la storia di vita delle donne. L’ispirazione ci è venuta subito, abbiamo impiegato più tempo a trovare il tono di voce giusto e una visione comune. Il punto di incontro è avvenuto sul piano della leggerezza del racconto e delle riflessioni, senza mai sacrificare i contenuti.
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L’emozione più grande e il momento più difficile nella scrittura del vostro libro.
Sonia: l’emozione più grande è stata quando, dopo infinite correzioni, passaggi e riletture mi sono resa conto di aver finito. Ero riuscita a scrivere il mio primo libro. Molti i momenti difficili. Non è facile scrivere a quattro mani, bisogna trovare l’armonia, i tempi e il tono giusti, trovare il tempo per organizzare e con le mie partenze non è stato semplice. Poi, nell’atmosfera magica e cupa di una Parigi autunnale, per me un altro luogo dell'anima, sono riuscita a fermarmi e finire La figlia di Saadi.
Marcella: Il momento in cui ho capito che il progetto aveva preso forma è stato emozionante: da lì in avanti tutto è stato più facile, la scrittura è diventata un vero piacere, nella certezza di giungere in porto. Ero in Toscana, d’estate, caldi pomeriggi immersa a scrivere di paesi dove non ero mai stata, come il Senegal, l’India, la Libia e che, poco a poco, sentivo diventare più vicini. La principale difficoltà è stata rincorrere Sonia, sempre in partenza da una destinazione all’altra. Quando mi sembrava di essere a buon punto, lei partiva per un altro viaggio, come quando è andata a fare il cammino di Santiago.
sonia-costa-pioggia-destate-new-yorkTre buoni motivi per viaggiare.
Sonia: per uscire dalla quotidianità e capire quanto può essere importante confrontarsi con altri mondi, per rendersi conto quanto realtà apparentemente lontane siano molto vicine a noi, per continuare ad alimentare quella curiosità che tendiamo a tralasciare una volta raggiunta l’età adulta.
Marcella: Scoprire nuovi paesaggi, ambienti, persone, storie. Allargare la conoscenza del mondo in cui viviamo. Abbandonare i pregiudizi per cercare di capire con la propria testa cosa accade intorno a noi.
Un consiglio da viaggiatore a viaggiatore…
Sonia: non ho consigli per altri viaggiatori, tutti abbiamo sensibilità diverse, forse l’unico consiglio che posso dare è di seguire il proprio istinto.
Marcella: L’unico consiglio che mi sentirei di dare è quello di partire con un atteggiamento mentale aperto, preparandosi al viaggio senza diventare schiavi del programma di viaggio per lasciare spazio alla meraviglia. Il bello sta là dove non ce lo immaginiamo!